TD26 è un codice TipoDocumento della fattura elettronica: si usa per le cessioni di beni ammortizzabili e per i passaggi interni disciplinati dall’articolo 36, quinto comma, del DPR 633/1972. Non è una procedura che concede automaticamente risparmi fiscali, né un modulo per dedurre l’intero valore di un bene venduto.
Vendita di un bene ammortizzabile
La guida delle Entrate prevede TD26 per la cessione di cespiti che non concorrono al volume d’affari ai sensi dell’articolo 20. Occorre quindi verificare la qualificazione contabile del bene: un macchinario utilizzato nell’attività e una merce acquistata per essere rivenduta non sono automaticamente la stessa cosa.
Un bene completamente ammortizzato può ancora essere venduto e avere un prezzo. Il valore contabile residuo non coincide necessariamente con il corrispettivo da indicare in fattura e non determina, da solo, la base IVA.
Esempio: vendita di un macchinario
Supponiamo un macchinario iscritto tra i cespiti, con valore contabile residuo di 2.000 euro e prezzo di vendita di 3.500 euro, oltre all’IVA se dovuta. La fattura documenta il corrispettivo dell’operazione, non soltanto i 2.000 euro residui. La differenza richiede la propria rilevazione contabile e fiscale: TD26 non trasforma il prezzo di vendita in un costo interamente deducibile.
L’aliquota, un’eventuale non imponibilità o altre regole particolari dipendono dal bene e dall’operazione. La scelta del codice documento non sostituisce questa verifica.
Passaggi interni: quando cedente e cessionario coincidono
Per i passaggi tra attività gestite con contabilità separate, nei casi dell’articolo 36, quinto comma, la guida prevede un’autofattura TD26 con gli stessi dati nei blocchi cedente/prestatore e cessionario/committente. Non basta spostare fisicamente un bene da una stanza o da un magazzino a un altro per creare un passaggio interno di questo tipo.
| Situazione | Verifica del documento |
|---|---|
| Cessione di cespite a un altro soggetto | TD26 con dati effettivi di venditore e acquirente. |
| Passaggio interno rilevante tra attività separate | TD26 secondo articolo 36, con coincidenza dei soggetti nei casi previsti. |
| Autoconsumo o cessione gratuita senza rivalsa | Verificare TD27 e relativa disciplina; non scegliere TD26 per somiglianza. |
Controlli sulla fattura
- Descrivere il bene in modo riconoscibile, con eventuale matricola o riferimento al registro cespiti.
- Verificare data dell’operazione, numerazione e dati delle parti.
- Compilare imponibile e imposta oppure la Natura appropriata quando prevista.
- Controllare l’esito SdI e raccordare il documento con la dismissione contabile del cespite.
L’esclusione dal volume d’affari non equivale a esenzione IVA: un’operazione può richiedere l’addebito dell’imposta pur non entrando nel volume d’affari secondo l’articolo 20.
Documento errato già trasmesso
Distinguere una fattura scartata da un documento accettato. La guida ministeriale contiene modalità di rettifica mediante un nuovo TD26 con segno coerente con l’errore, da valutare anche secondo la posizione del destinatario residente o estero. Non inviare semplicemente una seconda fattura positiva identica: potrebbe duplicare importi e registrazioni.
Conservare il documento originario, l’esito e quello rettificativo, facendo verificare la procedura al consulente se l’errore interessa l’IVA o una comunicazione con l’estero.
Fonti e riferimenti
- Agenzia delle Entrate — Guida alla fattura elettronica, versione 1.10, pagine 28-29
- Agenzia delle Entrate — Guida ai codici documento, versione 2020, per confronto della disciplina TD26
Contenuto verificato e aggiornato il 24 ottobre 2026.
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